Adsense e Partita IVA: quanto costa? Quanto si guadagna in realtà?

Prezzemolo fa, sul suo Tumblr e su Friendfeed, questa osservazione: è molto difficile guadagnare con un blog e con Adsense (o, più in generale, con della pubblicità su un sito internet). Bisogna scrivere tante pagine (post) al giorno, ricevere tante visite, e parlare degli argomenti giusti…

Online Fraud

… ma i problemi “tecnici” non sono l’unico ostacolo: anche il fisco italiano ci mette del suo, con le tasse sui guadagni, e il quasi certo obbligo di aprire la Partita IVA. Perché in tasca non ci arriverà la cifra che riporta il pannellino di Adsense, purtroppo. :(

(nota 1: con questo post voglio “appuntarmi” e schematizzare le considerazioni che sono state fatte su Alverde e sul Forum GT; non ho la presunzione di dire cose precise e corrette, voglio solo dare un’idea molto generale. Morale: consultatevi sempre con un commercialista).

(nota 2: se non si svolgono altre attività - cioè, si è disoccupati - si ha l’obbligo di aprire la Partita IVA. E ormai sono quasi sicuro che questo obbligo lo si abbia in ogni caso. Anche qui: consultatevi con un commercialista).

Facciamo l’ipotesi di guadagnare (in media) X euro al giorno, con Adsense inserito sul nostro sito o blog. Quanto costa la Partita IVA? Quanto paghiamo di tasse? Quanto ci resta?

  1. Il primo salasso: i costi fissi della partita IVA. 4′000 € all’anno (minimo), tra iscrizione alla camera di commercio, commercialista e INPS.
    Rimangono: (X - 11) € al giorno (sarebbe il reddito, cioè ricavi - costi);
  2. Il secondo salasso: le tasse sul reddito (cioè, sugli eurini sopravvissuti al passo 1). In realtà, se ricaviamo “poco” (meno di 30′000€ all’anno… magari!) ci salva il regime dei contribuenti minimi;
    • se entriamo nei contribuenti minimi: gli (X - 11) € al giorno (il reddito) vengono tassati di un “semplice” 20%;
    • se non entriamo nei contribuenti minimi: gli (X - 11) € al giorno (il reddito) vengono tassati di un bel 47% di tasse, tra IVA, IRPEF e IRAP;

Da tutto questo nascono sostanzialmente 4 considerazioni:

  • Devi guadagnare almeno 11€ al giorno.
  • Se sei davvero sicuro di voler guadagnare con la pubblicità online, devi guadagnare il più possibile; tanto il fisco, di tutto quello che guadagni, te ne farà vedere ben poco. Quindi:
    • scrivere molte pagine web e/o post al giorno;
    • ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca;
    • non affidarsi al solo blog, ma aprire un sito, scrivere guide, avviare un forum/community, etc;
    • tradurre (almeno) in inglese;
    • aprire più di un sito;
  • manca, secondo alcuni, un qualcosa che permetta di guadagnare piccole somme online senza evadere le tasse e, contemporaneamente, senza dover aprire Partita IVA; sottoscrivo in pieno, solo in quel caso si potrebbe pensare, infatti, di inserire della pubblicità su un blog personale.
  • se si supera di poco il regime dei contribuenti minimi, meglio ridurre la pubblicità, in modo da avere ricavi inferiori: il passaggio dal 20 al 50% di tasse sul reddito potrebbe non giustificare il passaggio di “fascia”.

Insomma, se speri di guadagnare solo con il tuo blog personale… lascia perdere :)

Chiudo questo post sconclusionato con un invito: se ho scritto qualche (probabile) baggianata (ad esempio, ho inserito la spesa del commercialista nel calcolo delle spese fisse, ma non sono sicuro che ciò sia corretto), correggetemi pure :)

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23 Responses to “Adsense e Partita IVA: quanto costa? Quanto si guadagna in realtà?”


  1. 1 Traffyk

    Sulla parte del 47% in realtà è erronea perchè dovresti fare X, il tuo reddito, meno percentuale Y, poi meno percentuale Z, meno percentuale P e così via che da una cifra molto diversa (più alta) dal fare X meno Y+Z+P..

    Per il resto.. io emigro ihih

  2. 2 Andrea Romagnoli

    @ Traffyk:
    Non sapevo le percentuali si applicassero una dopo l’altra, rimarrebbe un po’ di più in tasca… ma resta comunque un bel salasso. :(
    Traffyk wrote:

    Per il resto.. io emigro ihih

    … e faresti anche bene ;)

  3. 3 prezzemolo

    Che io inneschi un post sulla partita iva ed i relativi guadagni, farà ridere chiunque mi conosca :-D Detto ciò, rimarcando la mia ignoranza in materia, (ma 4.000€ per aprire una partita iva, non sono fuori dal mondo? veramente così tanti?), credo di poter fare un appunto per quanto riguarda il reddito.

    30.000€ l’anno come reddito per i contribuenti minimi. Però se tu come nell’esempio citato, sei uno inoccupato, non hai alcuna dichiarazione di reddito da presentare, indi per cui nessuna tasssazione.
    Potrei sbagliarmi, anche qui consultare il commercialista aiuta, ma il reddito minimo per essere obbligati a fornire una dichiarazione (730, 740, unico, ecc..) sono 2.800€ annuali non so se lordi o netti però.

  4. 4 Andrea Romagnoli

    prezzemolo wrote:

    Che io inneschi un post sulla partita iva ed i relativi guadagni, farà ridere chiunque mi conosca :-D

    Hai almeno innescato qualcosa nella mia memoria, visto che tempo fa avevo deciso di raccogliere quello che avevo letto a riguardo in un post… e mi sono sempre dimenticato :mrgreen:
    prezzemolo wrote:

    ma 4.000€ per aprire una partita iva, non sono fuori dal mondo? veramente così tanti?

    Già, e considera che questi 4′000€ annuali sono il minimo, poi cresceranno (con l’INPS) all’aumentare dei guadagni. E questi sono solo l’inizio, poi c’è la ghigliottina della tassazione sul reddito :? (se ci penso, mi viene da piangere).

    prezzemolo wrote:

    Potrei sbagliarmi, anche qui consultare il commercialista aiuta, ma il reddito minimo per essere obbligati a fornire una dichiarazione (730, 740, unico, ecc..) sono 2.800€ annuali non so se lordi o netti però.

    Ah, io ne so meno di te. :D Io ho letto che 1) aprire un sito web 2) inserirvi pubblicità, è considerato attività d’impresa (e non prestazioni occasionali) anche se si dovesse guadagnare 1€ all’anno… è assurdo, lo so, ma mi è stato confermato anche qui: http://www.giorgiotave.it/forum/problemi-fiscali-del-web/108582-pubblicita-online-e-partita-iva-dubbi-su-spese-fisse-e-tasse-sul-reddito.html#post629411

    per quanto riguarda il primo quesito non ti smentisco
    Al momento non esistono indicazioni pre considerare occasonali tali redditi.

    (e chi mi ha risposto, oltre ad essere un mod, è un commercialista) :(
    E comunque sì, chiedere al commercialista diventa obbligatorio. :(

  5. 5 prezzemolo

    @ Andrea Romagnoli:
    Sono sbigottita! Ma pensa..
    Poi ci si lamenta della scarsa iniziativa imprenditoriale.. ah non lo so!

  6. 6 Andrea Romagnoli

    @ prezzemolo:
    Sì, ma soprattutto: solo a me mettere la pubblicità su un proprio sito amatoriale (cioè, fatto entro certi livelli) non sembra attività d’impresa? Possibile che non si possa “arrotondare” online, quando offline si può? Perché non fanno un’associazione per “proteggere” i “small online publisher” (cioè, si paga questa fantomatica associazione, in modo da risultare in qualche modo “dipendenti”, non dover aprire partita IVA… e non evadere le tasse)? (cambio un po’ la definizione di Robin Good) :mrgreen:
    Ma il bello è che non finisce qui: tante volte, presentandoti alla camera di commercio, ti rimandano a casa perché, a detta loro (che non capiscono bene neanche cosa tu stia facendo), hai fatto la richiesta sbagliata - molte leggi contemplano solo l’editoria “offline”. Sulla sezione “fisco” del forum gt se ne leggono di tutti i colori. :(
    Qui in Italia vogliono a tutti i costi che tu sia Cattolico, ma, al tempo stesso, si impegnano al massimo perché tu diventi un bestemmiatore incallito. :(

  7. 7 prezzemolo

    Il problema poi è quello, sanno quello che non vogliono farti fare.. ma se chiedi informazioni nelle sedi adibite, non sanno cosa dover fare.
    Che si chiarissero le idee. Tu dammi i giusti dettami e parametri in base alla quale tu consideri le categorie, istruisci il personale amministrativo in tal senso, e poi ne riparliamo.
    A dire solo “no, così non va bene” son capaci tutti, ma se poi non mi sai indicare la maniera corretta, serve a poco.

  8. 8 aleade73

    Mi sorge un dubbio… Ma l’obbligo di apertura della partita iva non c’è superati i 5000,00 euro l’anno?
    Mi sembra che fino ai 5000,00 bastano semplici ricevute per prestazione occasionale… Ovviamente con ritenuta d’acconto del 20%.

    Buon lavoro
    Alessandra

  9. 9 Andrea Romagnoli

    @ prezzemolo:
    Poi voglio dire: è più di un decennio, che la gente guadagna inserendo la pubblicità sui siti. Possibile che in più di 10 anni non si riesca ad inquadrare in maniera precisa la situazione? Possibile che cercando su Google non si ottengano risposte precise? Non sarebbe più neanche un lavoro tanto “nuovo”. :?
    aleade73 wrote:

    Mi sorge un dubbio… Ma l’obbligo di apertura della partita iva non c’è superati i 5000,00 euro l’anno?

    Eh, purtroppo è proprio il discorso delle prestazioni occasionali, il punto centrale di questo post. Per come la sapevo io:

    a) se è l’unica attività svolta, non si può parlare di prestazioni occasionali;

    b) se si ha un altro lavoro, pensavo di sì (ma non c’è solo il limite sui guadagni, ma anche delle ore trascorse a lavorare).

    Però su molti siti scrivono che (probabilmente) non è un’attività che si possa considerare occasionale (c’è un guadagno giornaliero). Ma nessun sito (come neanche questo post) dà risposte sicure, ma un solo consiglio: rivolgersi in ogni caso al commercialista. :?

  10. 10 prezzemolo

    La cosa che mi lascia perplessa, non è solo la mancanza di risposte certe su google, ma la mancanza di risposte certe da chi sarebbe preposto a fare quello di mestiere.

  11. 11 Andrea Romagnoli

    prezzemolo wrote:

    La cosa che mi lascia perplessa, non è solo la mancanza di risposte certe su google

    Diciamo che Google, essendo un’azienda estera, non si interessa alle questioni fiscali: ognuno è personalmente responsabile di rispettare le normative del proprio paese. :?
    prezzemolo wrote:

    ma la mancanza di risposte certe da chi sarebbe preposto a fare quello di mestiere.

    Per carità, io di questi argomenti non ci capisco niente… ma, secondo me, non è un problema del commercialista o dei dipendenti alla camera di commercio: è il fisco ad essere lacunoso e poco chiaro, circa il guadagno online. :(

  12. 12 Maltra

    Ciao volevo sapere una cosa, ma se ho un’account adsense e ricevo ogni 6 mesi un assegno come mi devo comportare?
    Grazie

  13. 13 Andrea Romagnoli

    @ Maltra:
    Il mio consiglio è (non essendo un esperto) lo stesso che ho dato nel post: rivolgersi ad un commercialista. :)
    (da quel poco che ho capito, ogni situazione è una storia a sé)

  14. 14 atif

    ma se uno guadagna appena 200 euro all’anno con adsence deve aprire lo stesso la partita iva ?

  15. 15 Andrea Romagnoli

    @ atif:
    Da come ho capito io, se si è disoccupati sì. Qualcuno dice anche che è obbligatorio aprirla in ogni caso.

    Per sicurezza, consultati con un commercialista ;)

  16. 16 Carlo

    Ciao Andrea,
    ma con le ultime Finanziarie c’è il regime naturale dei contribuenti minimi, che sembra essere fatto ad hoc per questo tipo di soluzioni. In pratica, in soldoni, per chi NON fattura sopra i 30.000€ aderendo nessuna tassa IRPEF. IRAP, INPS e IVA, solo un sostituto d’imposta pari al 20%

    per informazioni collegatevi direttamente alla Sgenzia delle Entrate:

    http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb8f1a0c7963061/GUIDA%20N1_08.pdf

    Ciao!

  17. 17 Andrea Romagnoli

    @ Carlo:
    In realtà qui non parla dell’INPS (che resta, ed è una delle mazzate più grosse): http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Documentazione/Regimi+agevolati/Contribuenti+minimi/Vantaggi+nuovo+regime+fiscale

  18. 18 laura

    ragazzi io ho chiesto a 2 commercialisti e mi hanno detto entrambi che fino a 3000 euro non devo dichiarare niente. io con adsense guadagno al max 400 euro l’anno. inoltre sono una studentessa e ho fatto una prestazione occasionale per un’azienda anche senza lavorare.
    spero di esservi stata utile! ciao! ;)

  19. 19 Carlo

    @Laura
    ciao in realtà non puoi dire che hai fatto una prestazione occasionale, visto che adsense lavora 24/24 7/7 365/365 giorni all’anno… purtroppo viene assimilato ad impresa commerciale a tutti gli effetti e di conseguenza, il problema di dichiarare o meno gli introiti a prescindere se sono minori o maggiori di 3.000€ ciao!

  20. 20 FairyVisions

    “Il primo salasso: i costi fissi della partita IVA. 4′000 € all’anno (minimo), tra iscrizione alla camera di commercio, commercialista e INPS.
    Rimangono: (X - 11) € al giorno (sarebbe il reddito, cioè ricavi - costi);”

    Qui hai sparato a caso, dai. L’iscrizione alla camera di commercio è gratuita e il commercialista, se sei in regime di contribuenti minimi (che citi dopo) costa non più di 600/700 euro all’anno). L’INPS va in percentuale a quanto guadagni, e comunque non lo paghi di tasca tua realmente, ma con la percentuale in fattura che aggiungi a carico del cliente. E’ assurdo conteggiare l’INPS come costo reale, dato che non credo che tu ti faccia pagare una prestazione considerando di dover pagare l’INPS con i soldi che invece volevi guadagnare. Il prezzo al cliente lo fai di conseguenza.

  21. 21 Andrea Romagnoli

    @ FairyVisions:
    Probabilmente come ho scritto nel post i valori non sono correttissimi (sono solo frutto di ricerche online), però non ho sparato a caso, o meglio, ho considerato come veritiero (visto che è uno di quelli che ha aperto partita iva per il sito web) quanto scritto su alverde ( http://www.alverde.net/blog/quanto-costa-aprire-e-mantenere-la-partita-iva/733/ ). :P
    Ho anche chiesto sul forum GT ( http://www.giorgiotave.it/forum/problemi-fiscali-del-web/108582-pubblicita-online-e-partita-iva-dubbi-su-spese-fisse-e-tasse-sul-reddito.html ), dove mi ha risposto un commercialista, fornendomi cifre simili:

    I costi fissi sono 90 euro di iscrizione alla Camera di Commercio e 2.800 euro di contributi INPS alla gestione commercianti.

    I contributi INPS fissi (2.800 euro) coprono fino ad un reddito (ricavi - costi) di circa 13.000 euro, sul reddito eccedente va versato un ulteriore 20% circa.

    Aggiungendo la spesa di 600/700€ per il commercialista “ridimensionata” vengono comunque dai 3′500 ai 3′600€ annui… sugli 1.5€ in meno rispetto a quanto ho scritto sopra… mi sembra comunque tanto, visto che quasi 10€ al giorno con la pubblicità non si raggiungono subito :P (poi certo, dipende dai casi e dalla fortuna) :P
    (poi per carità, il commercialista che mi ha risposto su GT potrebbe essersi sbagliato, non lo nego, come non nego di non avere le competenze per capirlo) :D

  22. 22 FairyVisions

    @ Andrea Romagnoli:
    E’ vero che si paga l’INPS e che si pagano le tasse, ma, prendendo come esempio il regime di contribuenti minimi, si tratta solo di percentuali. 26% di INPS e 20% di imposta sostitutiva più il commercialista.
    L’apertura della partita IVA è totalmente gratuita e fattibile in via telematica, paghi solo se è il commercialista a farla per te.
    Obblighi di INPS minimo non ce ne sono, per cui se non fatturi entro una certa cifra, neanche paghi.
    Ci mancherebbe che dovessimo pagare l’INPS senza percepire reddito! :D Non hai detto cose sbagliate, ma se indichi cifre come quelle parlando di un argomento che conoscono in pochi, rischi di spaventare chi magari sta pensando di aprire la P.IVA, tutto qui! :)

  23. 23 Daniele

    4000 euro l’anno per le spese fisse della partita iva???? Ma sei matto? A chi hai chiesto informazioni?
    Per un libero professionista in piena attività questi costi di media sono 2.000 euro… considerando che in questo caso i ricavi sono solo quelli di adsense e quindi non ci sono chissà quante fatture attive e passive, i costi sono ancora più bassi.
    Se poi non si superano i 30.000 euro annui di ricavi si rientra nel regime dei minimi, e stiamo sui 400/600 euro annui di gestione.
    Non mettere paura a chi vuole iniziare a fare qualcosa, altrimenti si scoraggia e basta…

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